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IMPOSSIBILE, ALLORA FAMOLO!

IMPOSSIBILE, ALLORA FAMOLO!

Non vorrei sembrare altezzoso e neanche folle, non amo la superbia e me piace fa le cose senza stranezze. Ma in questi tempi di pessimismo cosmico e disfattismo globale se per i piu’ qualcosa è impossibile in realtà è assai probabile che se possa fa. Quasi a far eco al coro unanime dei tg molti di noi professano il mantra del “nun se po, nun cambia niente ! “.

Se stamo a fa fregà !!!

E stiamo facendo la fine dell’elefante incatenato.

Che fine ha fatto l’elefante incatenato ?

Nun ve lo dico 

Nun posso precludervi il piacere di una ricerca autonoma e poi scherzà me piace proprio.

Pero’ vi racconto una storia, di quelle impossibili ma che si sta facendo realtà. Realtà bella, stimolante, emozionante che s’è fatta tale grazia a 5 attori.

Quinqueremi ! il nome dell’Istituto Comprensivo statale dove si svolge la storia è molto esplicito. Una nave per ben navigare 5 remi deve usare. E i 5 remi di questa nave che ha appena lasciato il porto scaldata da un sole che fa ben sperare sono : i bambini e le bambine della scuola dell’infanzia, le loro famiglie, le loro maestre, noi e la dirigente.

Abbiamo incontrato quest’ultima Beniamina, qualche mese fa . Ci siamo presentati e abbiamo pensato di iniziare una sperimentazione nella sua scuola. Beh ,farlo senza la condivisione delle maestre , dei bambini e delle famiglie, non avrebbe avuto senso.

Va bene la QUinqueremi ma se a remà siamo solo due nun annamo da nessuna parte.

E cosi’ durante una riunione di intersezione, accolti da una decina di maestre, presentiamo la nostra idea di scuola e cosa avremmo voluto fare con loro. L’anno prossimo, una sezione,una volta a settimana, per due mesi portare i piccoli a trascorrere la quotidianità prima al mare, poi in pineta, successivamente in campagna e infine teatro e biblioteca in un solo giorno con pranzo al mare visto che la spiaggia è a 20 metri dalla biblioteca di ostia e dal teatro del lido.

Credo che alle maestre sia piaciuta l’idea. Qualche giorno dopo ci chiedono : ” E se iniziassimo a marzo ? magari con due sezioni.

Nun ce pareva vero. Subito diamo la disponibilità chiedendo di fare presto l’incontro con le famiglie.

L’incontro si svolge e l’entusiasmo permea di sè tutta l’aria. Racconto loro che alcune volte andremo a piedi, altre in treno o in autobus e nessuno si sconvolge. Dico loro che per noi la pioggia è un’opportunità e ai bambini piace molto. Nessuno sviene ! Anzi ! I sorrisi riempiono l’aula e la curiosità si fa grandissima.

Raccontiamo cosi’ loro l’idea e dico  che il nostro lavoro con i bambini lo facciamo gratuitamente , che già alcune maestre hanno partecipato ad un nostro incontro formativo e che queste ultime per permettere ai bambini di vivere al meglio questa avventura si sono rese disponibili a fare straordinari gratis. Le maestre della mattina faranno anche il pomeriggio e quelle del pomeriggio anche la mattina. Riceviamo molti complimenti e pacche sulle spalle e già tutti cominciamo a godere dell’immenso piacere dell’attesa.

La trascuriamo troppo spesso la signora attesa, perchè per chi corre veloce cio’ che conta è l’inizio e la fine e di aspettare non si ha nè tempo nè voglia.

Se ristamo a fa fregà!

Insomma dopo una piacevole attesa il fatidico giorno  arriva.

Entro in classe spacciandomi per postino e tra lo sguardo stupito dei bambini e delle bambine consegno un pacco contenente dei pennelli e una lettera scritta in follettese. Eh si, a scrivere erano stati i folletti ed io che nel bosco vivo lo conosco quello strano dialetto. Leggo la lettera e i piccoli hanno gli occhi spalancati e un fantastico ghigno disegnato sul volto. I folletti avevano saputo che Nerina Noè era scappata da casa. Offesa che papà Caravaggio dipingeva tele per tutti tranne che per lei, era fuggita via. Ma non era proprio cosi’ la faccenda, raccontavano i folletti. Papà Caravaggio stava preparando la tela piu’ bella del mondo e proprio per Nerina ma ad un certo punto tutti i pennelli erano misteriosamente spariti, e non se ne trovavano in giro. I folletti ci chiedevano di cercare la figlia del pittore che vagava con un piccolo cappello nero e una grande tristezza come unici segnali della sua identità e di portare i pennelli a Caravaggio che era rimasto triste anche lui di fronte al mare dove stava preparando il dipinto per la figlia.

E cosi’ seri ed emozionati si preparano e usciamo. La fantasia è molte piu’ reale della realtà per i bambini e allora immergersi in una fantastica avventura è per loro una piacevole sensazione che permette loro di essere se stessi, liberi felici e senza maschera.

Seguendo una bussola e chiedendo a sconosciuti passanti che si son fatti complici fantastici della storia abbiamo trovato Nerina sulla spiaggia. L’abbiamo accerchiata dolcemente e raccontato tutto. Un abbraccio generale e via alla ricerca di CAravaggio. Lo troviamo qualche centinaia di metri piu’ avanti, triste, con una tela vuota di fronte al mare. Ci avviciniamo ed uno ad uno consegnano i pennelli al papà pittore e lui ricambia con delle tele bianche e delle tempere. Pochi minuti e vedo bambine e bambini che dipingono l’amore in un contesto surreale. Per appendere i lavori vendiamo le mollette al costo di un abbraccio. Le vendiamo tutte ,erano 60 ! Alla fine giochiamo che è questione seria assai, esploriamo l’ambiente ,i piccoli costruiscono castelli, raccolgono pietre preziose e conchiglie mai viste, dopo la foto di rito torniamo a scuola e nonostante non vendessimo niente siamo sommersi da dolci e sinceri abbracci.

La sintesi di quanto accaduto è nel commento di un post dell’asilo nel bosco in cui mostriamo 3 video della giornata e in cui una mamma ci racconta il commento entusiasta del figlio ” Mamma! è stata la terza giornata piu’ bella della mia vita”.

Mercoledi li portiamo al bosco e puntiamo alla medaglia d’argento 

p.s : per un’eventuale verifica ministeriale possiamo certificare che abbiamo lavorato su tutti e 5 campi d’esperienza educativa indicate nelle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia in una mattinata e lo abbiamo fatto piacevolmente…anche se questo è proprio impossibile.

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