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” Non essere triste ”Perchè non dirlo mai ad un bambino

” Non essere triste ”Perchè non dirlo mai ad un bambino

La tristezza come tutte le emozioni è uno strumento prezioso per vivere bene.
Spesso  alcune emozioni sono considerate negative proprio come la signora tristezza, in realtà non è lei ad essere negativa quanto la sua gestione.
Bisogna saperla trattare la signora ,altrimenti puo’ trasformarsi in malattia.
Essa sopraggiunge quando abbiamo perso qualcosa e con la postura del nostro corpo e con la sensazione di mancanza d’energia ci comunica come gestire quella perdita.
La tristezza ci toglie energia, ed è l’unica emozione che lo fa, perchè ci vuole invitare a lasciar andare, a non rimanere aggrappati ostinatamente a qualcosa che abbiamo perso.  Pensiamoci, se dobbiamo tenere qualcosa in mano è necessaria un po’ di forza, se invece la dobbiamo lasciar andare dobbiamo togliere energia.
Il capo chino che solitamente mettiamo quando siamo tristi è un invito a guardarci dentro per trovare dentro di noi quella forza che ci permette di superare il dolore connesso alla perdita. Non è facile farlo perché guardarsi dentro significa guardare negli occhi il dolore, fare i conti con la sofferenza e tutti noi preferiremmo evitarcelo ma non possiamo. Quando siamo tristi sentiamo l’esigenza di stare un po’ da soli ma alcune volte per paura non lo facciamo. Mettiamo la tristezza sotto il tappeto e facciamo finta di niente. Ci rituffiamo nelle routine, nelle relazioni, nella vita di tutti i giorni come se niente fosse accaduto, anzi alcune volte intensifichiamo la vita sociale per non correre il rischio di stare da soli e soffrire. Ma le emozioni spiacevoli ( spiacevoli non negative ) non possono essere messe sotto il tappeto, vanno abbracciate, attraversate solo quella è la strada per lasciarle andare. Quando prima o poi dovremmo rialzarlo quel tappeto sicuramente troveremo la signora che si sta trasformando in depressione. Alla stessa maniera la paura diventa fobia, e il fastidio odio.
Anche i bambini e le bambine vivono la tristezza ed è importante il nostro supporto per aiutarli a crescere attraverso questa emozione. Non bisogna assolutamente negarla, ” Non essere Triste” alcune volte diciamo ai bambini  e questa è la maniera migliore per far mancare il nostro supporto. E’ importante invece collegarsi con la loro emozione, aiutarli a tirarla fuori e a guardarla negli occhi. E’ fondamentale rispettare la loro esigenza di intimità , facendo loro sentire la nostra presenza ma in maniera discreta. Restiamo a disposizione ma non distraiamoli dalla tristezza, ce la possono fare e dobbiamo avere e dimostrare la nostra fiducia. Ovviamente è fondamentale il nostro esempio, i bambini ci guardano , scoprono la vita e conoscono la corretta gestione delle emozioni avendo gli adulti di riferimento come modelli.
Ho conosciuto diversi uomini e donne che la vita ha messo a dura prova, e coloro che hanno fatto amicizia con la tristezza e hanno imparato a lasciarla andare sono le tra persone più felici che conosca.
La tristezza è una grande maestra, tempra l’animo e ci lascia un insegnamento fondamentale : la felicità spesso presuppone delle faticose salite ma raggiungere certe vette è tra le gioie più grandi che possa capitare a qualsiasi essere umano.

di Paolo Mai

maestro e fondatore dell’Asilo nel Bosco e della Piccola Polis, autore del libro ” La gioia di educare: pedagogia della Bruschetta ” e de ” L’asilo nel Bosco: un nuovo paradigma educativo ”. Diplomato in Educazione Emozionale presso L’Università Villa Maria di Cordoba ( Argentina )
 

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