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L’EDUCAZIONE EMOZIONALE MIGLIORA IL BENESSERE E IL RENDIMENTO SCOLASTICO

L’EDUCAZIONE EMOZIONALE MIGLIORA IL BENESSERE E IL RENDIMENTO SCOLASTICO

Solo quel che ci emoziona è degno di essere ricordato

Le parole hanno una storia, un significato che ci permettono di capire la vita. In Italia per certificare che una conoscenza o un’esperienza sono custodite nella nostra memoria ( a lungo termine ) utilizziamo il verbo “ricordare “. Questa preziosa parola ne custodisce un’altra veramente fondamentale per tutti noi ” cor ” che in latino significa cuore. In Francia per dire imparare a memoria si dice ” apprendre pour coeur “, in Inghilterra ” learn by heart “, in alcune zone del Brasile “decorar “. Il messaggio sembra essere universale ed è confermato anche dalle neuroscienze ” apprendiamo solo quando ci emozioniamo “.

Ve lo ricordate dove eravate l’11 settembre 2001 ?

Immagino proprio di si, e ce lo ricordiamo perchè abbiamo vissuto un’intensa emozione. Solo in questo caso la signora “amigdala ” una sentinella preziosa della memoria a lungo termine concede il lasciapassare. In caso contrario essa chiude le porte e rimanda la conoscenza nella memoria a breve termine, luogo dove l’apprendimento è di passaggio per poi scomparire dal nostro cervello.

Questo dovrebbe spingerci a creare contesti educativi in cui le esperienze proposte siano emozionanti. Ma attenzione non tutte le emozioni aiutano nel lungo termine l’apprendimento e soprattutto riescono a mantenere viva la curiosità e l’amore per la conoscenza.

Le emozioni spiacevoli come la paura, la tristezza, la noia o l’ansia dovrebbero essere di passaggio in qualsiasi contesto educativo e non essere la caratteristica principale del clima emotivo nella comunità scolastica.

Il rischio è che se queste emozioni sono prevalenti i bambini e le bambine cominceranno a nutrire un certo ostracismo verso la conoscenza.

Questo accade perchè oltre a registrare la conoscenza registriamo anche l’emozione che ha accompagnato quel processo che assoceremo in maniera inconscia e automatica a quella fattispecie che ha accompagnato ( per approfondire :
https://www.educazioneemozionale.it/2019/06/13/lallegria-e-un-moltiplicatore-dellapprendimento/ .

A livello individuale avere una cattiva gestione delle emozioni rende molto difficile l’espressione del nostro potenziale cognitivo. Un bambino che non viene supportato nella gestione dell’ansia o della vergogna avrà molte difficoltà ad ottenere un buon rendimento scolastico, poichè queste emozioni assorbiranno molte delle sue energie celebrali e le destineranno a gestire una sofferenza piu’ che ad attivare un atto creativo o di comprensione.

Quando ero bambino non avevo un bel rapporto con l’ansia e seppure mi preparavo molto bene per l’interrogazione non riuscivo ad ottenere il meglio. Il giorno prima ricordavo tutto ma arrivato davanti al professore mi sembrava proprio di non ricordare piu’ niente, soprattutto di fronte a quegli insegnanti che non si preoccupavano affatto di quel che stessi provando e che avevano un atteggiamento poco accogliente e molto giudicante. La mia autostima nel mentre sprofondava e pensavo di valere poco o nulla Il risultato di questo contesto poco attento alle emozioni non ha per nulla alimentato il mio amore per la scuola, anzi. Immagino di non essere stato il solo a viverre una situazione di tal fatta.

La gestione delle emozioni, la loro conoscenza, una sana autostima, la perseveranza , alcuni degli obiettivi prioritari dell’educazione emozionale sono fondamentali per il nostro benessere e per il nostro rendimento scolastico e credo proprio sia arrivato il momento di gridarlo a chi non lo sa o a chi fa finta di non sapere. Prima di chiedere ad un bambino l’area del triangolo isoscele chiediamogli come si sente e teniamone conto.

Sono molto felice, ieri è nato un movimento culturale potente e prezioso che si chiama ” Azione educativa ” e che con mia grande gioia ha deciso di porsi come primo obiettivo quello di lavorare affinchè l’educazione emozionale diventi un pilastro del sistema educativo italiano.

Chiariamoci subito l’educazione emozionale non puo’ essere limitata ad alcune proposte didattiche fatte ai bambini , essa è un approccio sistemico che lavora innanzitutto sulla formazione e sulla crescita individuale di chi con i bambini ha a che fare.

Per ora non vi dico altro rimandando ai prossimi giorni ulteriori dettagli su questo bel viaggio appena iniziato ma vi saluto dicendovi che è finito il momento della lamentela e basta, è arrivato il momento di agire. Ovviamente con amore

di Paolo Mai

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